Ne stanno parlando tutti ormai. Secondo fonti parlamentari citate da La Repubblica Wind e H3G stanno per beccarsi una nuova e salatissima multa. Ben 285 mila euro da sborsare a causa delle violazioni al regolamento europeo sul roaming Europa. L’Agcom, tra le altre cose, sta cercando di ottenere da Wind e 3 Italia il rimborso per tutti i clienti che si sono recati all’estero negli ultimi nove mesi e che si sono ritrovati a pagare costi maggiori rispetto alle normative europee.

Se l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni dovesse confermare tale decisione, l’importo economico da restituire ai clienti sarebbe di gran lunga superiore alla multa applicata. Un bel problema per la nascente “nuova” compagnia, e una boccata d’aria per noi consumatori.

Pensi di essere nella lunga lista di consumatori che deve essere rimborsata? Scrivici utilizzando questo form, ti  aiuteremo noi gratuitamente, anche se gli operatori non dovessero procedere di loro iniziativa.

I Viaggi all’estero e il problema degli addebiti per roaming Europa

Molto probabilmente anche tu sarai stato all’estero negli scorsi mesi, o anni, e saprai bene che non appena si mette piede a terra e si accende il telefono si viene subito informati tramite un sms della propria compagnia telefonica circa le tariffe e i costi per chiamate e messaggi durante il soggiorno all’estero. Non tutti gli operatori, però, sono stati chiari e onesti al riguardo, molto spesso poi il messaggino arrivava dopo essersi visti scalare i soldi dalla sim. Il caso Wind-Tre ne è uno dei maggiori esempi.

Gli operatori ritengono che l’abbattimento del roaming potrebbe comportare delle grosse perdite economiche nelle loro casse. A riguardo l’Agcom teme che i mancati introiti provenienti dal roaming saranno recuperati in Italia, con un rialzo generale sui pacchetti promozionali o sui costi in genere di chiamate e sms. Un rischio che non frena l’Europa, decisa a portare avanti lo stop ai costi di roaming, che entrerà in vigore a partire da giugno 2017.

Quella del roaming è una battaglia che alcuni membri dell’Unione Europea stanno portando avanti con decisione da anni, e a ragione. Appare impensabile che, ancora oggi, dopo anni e anni di libera circolazione e di moneta unica, non si possa uniformare anche il campo delle telecomunicazioni nel territorio europeo.

Una lunga battaglia per l’abolizione del roaming

Era il 2015 quando, dopo una maratona notturna, l’Europa decise di porre fine alle tariffe telefoniche maggiorate all’estero, già dal 2017. Già nell’aprile dello scorso anno i costi di roaming Europa si erano notevolmente abbassati, passando dagli 0,19 euro al minuto per le chiamate, 0,06 euro per ogni sms inviato e 0,20 euro per ogni megabyte di dati scaricato ad un costo extra massimo di 0,05 euro al minuto per le chiamate, di 0,02 per gli sms e di 0,05 per megabyte per i dati. Queste nuove tariffe rientrano nella cosiddetta Eurotariffa, proprio quella che avrebbero violato Wind e 3 Italia.

Dopo l’approvazione nei giorni scorsi dell’abbattimento totale dei costi di roaming, con l’approvazione di 12 membri dell’Unione Europea su 28 (fra cui l’Italia), a partire dal 15 di giugno tutti saremo liberi di godere del nostro piano tariffario anche all’estero, anche se il nostro piano telefonico è illimitato. La sola limitazione a cui andremo incontro sarà quella per il traffico dati. In pratica solo i giga consumati oltre quelli previsti dal nostro piano telefonico avranno una tariffazione europea all’ingrosso.

L’abbattimento dei costi extra sarà in realtà graduale. A partire dal 15 giugno 2017 il tetto dei prezzi all’ingrosso per i dati scenderà dall’attuale soglia dei 50 euro per ogni giga extra a 7 euro e 70 centesimi. In seguito scenderanno ulteriormente e dal 1 gennaio 2018 si passerà a 6 euro per giga, dal 1 gennaio 2019 a 4,5 euro, dal 1 gennaio 2020 a 3,5, dal 1 gennaio 2021 a 3 euro per finire al 1 gennaio 2022 con 2 euro e 50 centesimi. Gli importi delle telefonate scenderanno da 5 a 3,2 centesimi, mentre il taglio per gli sms dimezzerà i 2 centesimi attuali.

Tutela del consumatore, ma anche dell’operatore

In realtà anche gli operatori telefonici sono tutelati, proprio dalla normativa, per quanto riguarda ad esempio le clausole di “fair use”. Con la clausola di fair use si vuole evitare l’utilizzo di una sim in un paese estero con tariffe più basse al fine poi di poterla usare in Italia. Un rischio che le compagnie telefoniche non possono correre.

Inoltre, sempre secondo la normativa, andranno verificati i tempi di permanenza all’estero e stabiliti dei limiti di utilizzo, sempre tenendo conto di situazioni particolari che andranno analizzate singolarmente, come ad esempio i lavoratori transfrontalieri o il gran numero di studenti erasmus.

Se si riusciranno a gestire i rischi dell’innalzamento delle tariffe nazionali, bisogna ammettere che la nuova normativa è davvero a vantaggio dei consumatori, soprattutto, come dicevamo, per i lavoratori transfrontalieri e per gli studenti erasmus, ma anche per chi fa brevi viaggi di lavoro o piacere all’estero. La comodità di poter tenere attiva la connessione dati è innegabile: poter utilizzare Whatsapp o Facebook per condividere con gli amici le foto del viaggio o poter utilizzare la nostra casella di posta elettronica senza rischiare una batosta è davvero un passo avanti per la nuova “generazione europea” e ci auguriamo che il processo possa concludersi senza ulteriori complicazioni.

Se recentemente sei stato all’estero e hai avuto problemi con il roaming Wind o con il roaming 3 Italia o un altro, o se per esempio ti sei reso conto che non ti è stata applicata l’eurotariffa (che ricordiamo è in vigore già dal 30 aprile 2016) contattaci. Raccontaci la tua esperienza, possiamo aiutarti gratuitamente ad avere il rimborso.

 

 

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