“30 giorni ha novembre, con aprile giugno e settembre, di 28 ce n’è uno, tutti gli altri ne han 31”;
chi non ricorda questa simpatica filastrocca usata per memorizzare la durata dei mesi? Beh, da oggi non potremmo più cantarla così visto che gli operatori telefonici hanno deciso che tutti i mesi durano 28 giorni. Sì, proprio così come lo stai leggendo! Da circa un anno e mezzo esiste una sorta di tredicesimo mese, ovvero da quando gli operatori telefonici hanno deciso di rimodulare le tariffe a cadenza mensile in tariffe che si rinnovano ogni 4 settimane, ossia in bollette ogni 28 giorni, rubandoci di fatto 2-3 giorni ogni mese. La questione non è passata inosservata tanto che l’Agcom è dovuta intervenire, di nuovo. Anche la tua tariffa è improvvisamente diventata di 28 giorni? Contattaci attraverso questo modulo e raccontaci la tua esperienza, un nostro operatore ti aiuterà gratuitamente ad ottenere un rimborso, dove possibile, o a cambiare operatore.

Perché l’Agcom è dovuta intervenire di nuovo

Questa trasformazione delle bollette, e la creazione di un tredicesimo mese, si è tradotta in un aumento delle tariffe del 9%. Proprio per questo l’Agcom, che da sempre è stata dietro alla vicenda, è intervenuta di nuovo sanzionando le compagnie telefoniche. Purtroppo, però, la sanzione riguarda solo i servizi di telefonia fissa, poiché il servizio di telefonia fissa viene considerato, per legge, come un servizio universale, e dunque da garantire a tutti. In ogni caso, anche per quanto riguarda le rimodulazioni della telefonia fissa, la multa prevista è di soli 2,5 milioni di euro, una cifra ridicola rispetto agli incassi che le stesse compagnie stanno ottenendo grazie alla fatturazione a 28 giorni, e che gli operatori cercheranno di non pagare ricorrendo al ricorso

«Al fine di garantire massima trasparenza e confrontabilità dei prezzi vigenti, nonché il controllo dei consumi e della spesa garantendo un’unità standard (mese) del periodo di riferimento delle rate sottostanti a contratti in abbonamento per adesione […] che per la telefonia fissa e per le offerte convergenti l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni e del rinnovo delle offerte dovesse avere come base il mese o suoi multipli».

Così si è espressa l’Agcom nei giorni scorsi attraverso una nota, aggiungendo che dopo le verifiche effettuate

«è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell’Autorità».

La sanzione, che non era neppure la prima, dimostra che una multa non basta; ci vuole una legge che imponga il ripristino della fatturazione a 28 giorni.

Bollette ogni 28 giorni: il timore dell’effetto a catena

Le paure dei consumatori, e dell’Agcom, si fondano sul fatto che la fatturazione a 28 giorni rischia purtroppo di creare un precedente, e quindi un effetto a catena. Sky, per esempio, ha già annunciato che a ottobre passerà alla fatturazione a 28 giorni e questo potrebbe succedere anche per le bollette di luce e gas. E in effetti fu proprio una sorta di reazione a catena quello che portò tutti gli operatori ad effettuare la rimodulazione delle tariffe. La questione si sta facendo parecchio seria, tanto che anche il mondo politico non sta restando a guardare e sia Cinque Stelle che Pd hanno dichiarato di essere pronti a varare una legge per risolvere il problema una volta per tutte.

I precedenti

Alcuni mesi fa l’Agcom e le compagnie telefoniche si erano già scontrate sullo stesso terreno, quando l’autorità garante dei consumatori, con una delibera del 24 marzo, aveva imposto alle compagnie telefoniche di ripristinare le tariffe pre rimodulazione e le compagnie telefoniche in tutta risposta sono ricorse al Tar. Le compagnie infatti, affermano di aver sempre avvisato in tempo i consumatori circa le nuove tariffe. Le compagnie telefoniche italiane, inoltre, rivendicano il diritto della rimodulazione, affermando che i consumatori possono scegliere un altro operatore qualora non si trovassero in accordo con quello che alla fine dei conti è un vero e proprio aumento delle tariffe. Peccato, però, che tutte le compagnie si siano allineate adottando il “tredicesimo mese” e rendendo di fatto impossibile per l’utente trovare una tariffa più conveniente.

Cosa possiamo fare per difenderci

Preso atto che fino ad oggi l’Agcom ha potuto in parte contrastare solo la rimodulazione dei contratti di telefonia fissa, e con scarsi risultati, va detto che in realtà esiste un metodo per contrastare questo abuso. Possiamo infatti rivolgerci ai Co.re.com. I Co.re.com sono Comitati Regionali per le Comunicazioni, ovvero delle strutture di conciliazione contro i soprusi delle compagnie a danno degli utenti. Lo scorso anno ci sono stati ben 90 mila ricorsi ai Co.re.com di tutta Italia e l’80% di queste cause è stato vinto dai clienti. I Co.re.com sono organi dell’Agcom e proprio per questo motivo possiamo aspettarci una vittoria sicura.

Come ci si rivolge ai Co.re.com?

Per rivolgerti al Co.re.com della tua regione puoi scaricare un modulo per segnalare il tuo problema sul sito dell’Agcom e dopo averlo compilato puoi spedirlo o consegnarlo a mano al Co.re.com della tua regione.

Como possiamo riavere il maltolto?

Purtroppo, come abbiamo visto, per quando riguarda la telefonia mobili possiamo solo sperare in una presa di posizione decisa del mondo politico, o in una class action. Discorso diverso per quanto riguarda la telefonia fissa. Se la tua compagnia di telefonia fissa ha rimodulato a 28 giorni la tua tariffa, violando di fatto la decisione imposta dall’Agcom a marzo, puoi ottenere un rimborso dei soldi che ti sono stati addebitati ingiustamente. Come? Possiamo aiutarti noi. Contattaci attraverso il modulo che trovi qui in basso, un nostro operatore ti contatterà e ti aiuterà gratuitamente, spiegandoti come muoverti. Hai tutto il diritto di ottenere il rimborso!