Si nascondono dietro  banner pubblicitari, post sui social network  e, in qualche caso, tramite la semplice navigazione in rete, o la ricezione di sms, come quelli dal numero 3202071016. Questa volta, la truffa si è consumata tramite un annuncio sponsorizzato su Google, che ha attivato l’abbonamento non richiesto Palmago.

È bastato digitare “WhatsApp” nelle barra del motore di ricerca, per ritrovarsi di fronte all’annuncio ingannevole che invitava a scaricare la famosa app dal Play Store.

Se anche tu sei stato vittima di questa truffa e hai necessità di assistenza gratuita, compila il form in basso, un nostro esperto sarà a tua disposizione:

In realtà qualche indizio truffaldino già è visibile: notate nella foto sotto come l’app pubblicizzata sia “Whats-App” (con trattino) anzichè “WhatsApp” (senza trattino).

La differenza tuttavia è impercettibile all’utente, che viene tratto in inganno anche dalla descrizione dell’app, dal logo (identico) e dal contesto “sicuro” garantito dall’indicazione “scarica da Google Play”, che sappiamo bene, informa chiaramente sempre l’utente prima di qualsiasi acquisto a pagamento.

Ma se clicchiamo sull’annuncio non arriviamo su Google Play, bensì su una fantomatica landing page la quale riporta una semplice schermata nella quale si richiede di spuntare una casella con la dicitura “Maschio” o “Femmina”, per poi cliccare sul bottone “Conferma e Avanti”.

Ebbene se clicchiamo “Conferma”,  veniamo iscritti, di fatto a nostra insaputa, a un servizio a pagamento (del valore di circa 5,09 €/sett) chiamato “Palmago” di assai dubbia utilità, come è agevole immaginare.

foto_annuncio_pubblicitario_whatsapp

foto_palmago

E infatti subito dopo l’attivazione involontaria dell’abbonamento riceviamo un SMS di conferma sul nostro cellulare.

In fattura o bolletta, poi, questi servizi possono essere riconosciuti dalla formula “traffico extra soglia” o altre simili.

Non siamo certo nuovi a questo tipo di attivazioni ingannevoli. Altre molto simili (e sempre riconducibili alla società Tekka, ideatrice dei sevizi) sono da ascriversi agli abbonamenti Top Mobile e Musikdate, di cui abbiamo parlato in questo post.

Servizi Premium, ancora truffe dai post sponsorizzati su Facebook

Diverso il caso di un utente che il 21 agosto scorso si è rivolto ad ADUC, per chiedere delucidazioni su come procedere in questi casi. Il cliente riporta di aver cliccato su un post pubblicitario su Facebook, che prometteva un allenamento completo in 7 minuti. L’utente ha compiuto tutti i passi che vi abbiamo indicato sopra, per poi essere reindirizzato sulla pagina che effettivamente qualificava il servizio come premium (in questo post, un altro caso di servizi premium “truffa”).

Allarmato dalla scritta “Servizio in abbonamento a 5 €/sett”, l’utente ha immediatamente chiuso la pagina ma subito dopo ha ricevuto un SMS di notifica di attivazione del servizio, pur avendo confermato alcunché. Il cliente in questione si è subito affrettato a disattivare il servizio, chiamando il numero indicato nell’SMS di conferma del servizio e, nonostante tutto fosse andato a buon fine, i 5 € per la prima settimana sono stati a carico del cliente.

Servizi Premium, come comportarsi in caso di attivazione servizi non richiesti

Per avere certezza di quanto dovuto, l’utente si è rivolto al Servizio Clienti, che ha solamente fornito un contatto mail per informazioni. È legittimo che il cliente debba pagare per un servizio che non ha richiesto? Assolutamente no, in maniera particolare poiché l’attivazione è avvenuta senza l’effettiva volontà del cliente.

I passi per farsi valere in questi casi non sono tanti. Per prima cosa, è bene conservare tutte le comunicazioni ricevute dalla Società, che siano mail o SMS. È importante anche inviare un reclamo scritto, via fax, raccomandata A/R o PEC, conservando ricevute e rapporti di invio. Nel caso in cui non si ricevano risposte soddisfacenti, è possibile rivolgersi alle Autorità competenti, che offrono strumenti di tutela gratuiti attraverso i Corecom competenti.

Bastabollette, sempre attenta alle esigenze dei consumatori, ha già avviato una campagna di sensibilizzazione e tutela contro i Contenuti Portale 3 (in questo post, vi spieghiamo cosa sono), ottenendo già alcuni importanti risultati. Se siete stati vittima di un’attivazione servizi non richiesti, non esitate a contattarci tramite il form in basso o inviando una mail ad [email protected], un nostro consulente sarà pronto a rispondervi nel minor tempo possibile. Se, invece, volete raccontare la vostra esperienza e desiderate confrontarvi con altri utenti che, come voi, hanno subito queste ingiustizie, lasciate un commento a fondo pagina oppure venite a trovarci sulla nostra Pagina Facebook.


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