L’AGCOM a luglio ha ribadito che gli operatore devono procedere ai rimborsi, ma la confusione regna sovrana (alla fine dell’articolo il modulo per richiederli).

Tim ha da quest’estate avviato una massiccia campagna respingi-rimborsi tramite l’offerta di compensazioni di servizi, ricchi premi e cotillon.

Wind TRE e Vodafone invitano gli utenti a compilare un modulo (che non si sa bene che fine fa) e Fastweb propone un modulo online.

In ogni caso le “compensazioni” non possono essere attivate da chi nel frattempo ha cambiato operatore.

Vediamo in dettaglio le varie situazioni, con una premessa.

Non è una questione semplice da sbrogliare. Del problema delle bollette a 28 giorni ce ne siamo occupati tante volte in passato, anche in questo post, sulla rimodulazione TIM , e quest’altro, sulla prima rimodulazione del 2015. Si tratta forse di una delle questione più controverse degli ultimi anni nella telefonia, e che più ha appassionato nel dibattito i consumari.

E a quanto pare siamo finalmente arrivati al capitolo finale: quello dei rimborsi!

Ti diciamo subito: armati di santa pazienza. Per ottenere il rimborso dei soldi impropriamente incassati dagli operatori di telefonia fra giugno del 2017 e aprile del 2018, dovrai faticare un bel pò, a meno che non decidi di affidarti al supporto di un’associazione di tutela di consumatori come la nostra (in basso il modulo per chiederci aiuto).

Ma quanti sono questi soldi “rubati” a noi consumatori? Ben 13 miliardi di euro, sottratti a 72 milioni di utenti, attraverso il trucco dei mesi di 28 giorni.

Fortunatamente, c’è un modo per recuperarli. Vediamo bene come.

Chi ha diritto al rimborso per fatturazione a 28 giorni?

Innanzitutto, ad aver diritto alla restituzione del denaro (una somma che oscilla tra i 20 e i 60 euro a utente), sono solo i clienti con telefono fisso.

Niente da fare purtroppo per i consumatori di telefonia mobile e pay-tv che, benchè oggetto dell’indagine Agcom, alla fine non sono stati oggetto del provvedimento “punitivo” delle compagnie telefoniche del servizio di telefonica fissa.

Sono invece ammissibili al rimborso offerte miste fisso-mobile o fisso-pay-tv (per es. l’offerta Sky e Fastweb).

Questo perchè Agcom ha ritentuto che il servizo di telefonia fissa è più garantito, essendo un servizio “essenziale” rispetto a quello di telefonia mobile, dove la libertà commerciale e di fissazione prezzi e tradizionalmente stata superiore.

Come chiedere ufficialmente il rimborso per la fatturazione 28 giorni

Qui putroppo iniziano le note dolenti, perchè ogni operatore ha intrapreso strade diverse e che non si capisce bene a quale risultato possano pervenire.

 Tim, ad esempio, sostiene che bisogna chiamare il 187.

Ma quando questo succede, l’operatore che risponde attacca una manfrina sull’attivazione di servizi e opzioni “in compensazione”, cioè sostitutivi del rimborso in danaro. Quindi è molto difficile, se non impossibile, avere il rimborso.

Wind-Tre e Vodafone “offrono” la compilazione di un modulo cartaceo per la domanda di rimborso, ma ad oggi non ci è pervenuta notizia di rimborsi ricevuti in seguito alla compilazione di tale modulo.

Fastweb, invece, ha predisposteo un modulo online presente nella sua area cliente  MyFastweb. Anche, qui non abbiamo conferme sulla sua efficacia.

Cosa offrono gli operatori in sostituzione del rimborso per la fatturazione 28 giorni

Purtroppo gli operatori spingono in tutti i modi gli utenti su un’altra strada: quella dell’accettazione, più o meno forzate, di una miriade di proposte commerciali “compensative” rispetto al rimborso in danaro, che francamente lasciano davvero l’amaro in bocca.

Ecco qualche esempio.

Fastweb offre l’attivazione un’opzione (Ultrafibra, International o Verso mobile sempre) che vale, a detta loro, circa 6 euro al mese. In realtà, secondo la nostra modestissima opinione, tale offerta vale 0 euro, se l’utente non ha bisogno di velocità aggiuntiva, piuttosto che chiamate gratuite verso l’estero o verso cellulari (che magari ha già incluse nel suo piano mobile)

Wind-Tre, invece, invita il consumatore visitare la sua area clienti online dove potrà trovare “numerose proposte di partner selezionati, molte delle quali di valore superiore a quanto previsto dalla suddetta delibera, nonché soluzioni proposte Wind Tre quali ad esempio GIGA gratuiti o sconti per l’acquisto di telefoni”. Evidentemente non pienamente soddisfatta da tale munifica offerta, Wind Tre di affretta ad aggiungere che “il catalogo sarà in continuo aggiornamento con eventuali variazioni delle soluzioni offerte, alcune soggette a disponibilità limitata”. Anche qui, ogni commento appare superfluo 🙁

Hai cambiato operatore? Non puoi avere il rimborso per fatturazione 28 giorni… forse

Ma c’è un altro gravissimo aspetto da considerare: tali “generose” offerte compensative non possono essere attivate se hai cambiato operatore. L’utente deve infatti chiedere il rimborso all’operatore di cui era cliente nel periodo della illegittima fatturazione a 28 giorni. Quindi se tu utente hai nel frattempo cambiato operatore non puoi certo rivolgerti al vecchio operatore per chiedergli l’attivazione di un’offerta compensativa! E quindi non ti resta che intraprendere la strada della richiesta del rimborso, irta e tortuosa specialmente se non sei più cliente, perchè difficilmente l’operatore vorrà restituirti i soldi.

Come avere sicuramente il rimborso fatturazione 28 giorni

Se vuoi puoi inviare autonomamente un modulo di richiesta del rimborso per la fatturazione a 28 giorni, via PEC, fax o raccomandata. Tuttavia sulla base di quanto riportato dai nostri assistiti, in genere gli operatori ignorano queste richieste.

E allora che puoi fare? Rivolgerti a noi di Basta Bollette, ovviamente, sempre al tuo fianco per combattere la battaglia per far rispettare i tuoi diritti.

Fallo compilando il modulo qui sotto: ti ricontatteremo immediatamente per illustrarti il nostro “piano di attacco” che porterà inevitabilmente (lo abbiamo già attuato tante volte con successo) alla sconfitta dell’operatore e alla restituzione dei soldi che ti spettano.