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Contenuti Portale 3: l’AGCOM contesta scarsa trasparenza nell’emissione delle fatture H3G (Tre)

Dopo avervi dato notizia dell’avvio del procedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nei confronti dei maggiori gestori di telefonia, vogliamo oggi entrare nel merito di una decisione AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che, solo qualche mese fa, ha riguardato la Società di Telecomunicazioni H3G (Tre). In particolare, vorremmo spiegare come e perché l’Autorità ha sanzionato la compagnia per i costi dei contenuti portale 3, focalizzando l’attenzione sulle modalità di attribuzione dei costi dei servizi non richiesti (come ad esempio gli addebiti per m-services).

Se il procedimento AGCM era rivolto a Wind, Vodafone, Tim e Tre, l’AGCOM si è occupata in maniera mirata solo dell’ultima Società menzionata, contestando le bollette ingiustificate (seppure la Società fornisca una Guida alla lettura della fattura) recapitate a clienti che hanno presentato istanza all’Autorità. Le migliorie messe in atto da Tre, volte a garantire una maggiore chiarezza delle fatture emesse, non sono bastate all’AGCOM che ha deciso sanzionare la Società per l’ammontare di 116mila euro. È ancora l’attivazione di servizi non richiesti a tenere banco, in particolar modo i costi che derivano dalla navigazione su pagine web e portali a pagamento, che dovrebbero essere segnalati in maniera adeguata dall’operatore di telefonia, in modo tale che il consumatore possa agire in totale consapevolezza. Vediamo come Tre attribuiva dei costi aggiuntivi a seguito di attivazione servizi non richiesti.

Contenuti Portale 3: la navigazione sul sito di La 3 è a pagamento?

Non solo banner o servizi in abbonamento: stando a quanto riportato sulla decisione AGCOM, la H3G (Tre) adotterebbe una maniera del tutto esclusiva per attribuire costi aggiuntivi ai propri clienti. Tra le forme più sconosciute ai più, vi è quella della navigazione a pagamento sui portali stessi della Società.

Nonostante l’utente paghi un abbonamento con piano dati compreso, talvolta anche illimitato, questo stesso utente sarebbe interdetto dalla navigazione di alcune pagine, per le quali dovrebbe sborsare la cifra apparentemente irrisoria di 0,09 €/cent per pagina visualizzata (la Società specifica il costo solo per alcuni servizi). Le pagine alle quali Tre attribuirebbe questo costo sono invece fruibili in maniera gratuita con altri operatori telefonici. Il vero disservizio è però rappresentato dalla mancata segnalazione (o, se presente, inadeguata) di tali costi, che andrebbero a gonfiare le bollette ingiustificate emesse da Tre (in questo post, la vicenda di un nostro tesserato). L’attribuzione di questi costi aggiuntivi non avverrebbe solamente in maniera indiretta, ma anche tramite il reindirizzamento verso tali pagine durante la normale navigazione web. Eppure, Tre ha pure provato a correggere il tiro. Vediamo come la Società ha cercato di far archiviare il procedimento sanzionatorio avviato dall’AGCOM.

Contenuti Portale 3: le misure della Società per evitare la sanzione AGCOM

Vi abbiamo già fornito l’epilogo della controversia: La 3 è stata condannata al pagamento di una sanzione amministrativa di 116mila euro. È però iniziata da gennaio 2014 la campagna trasparenza delle bollette emesse dalla H3G (Tre), grazie alla quale sono state introdotte delle importanti novità. Delle novità che non sono piaciute né all’AGCOM né ai clienti.

Visto l’oggetto della contestazione, la Società ha pensato bene di inserire una nuova voce in fattura. Sotto la dicitura “Contenuti Portale 3” sarebbero contenuti tutti i costi derivanti dalla navigazione sul portale della Società. In realtà, sotto questa voce sarebbero compresi anche altri costi di navigazione, non interamente derivanti dalla navigazione sul portale aziendale, ma anche tutti quelli che comportano la fruizioni di contenuti di testate giornalistiche con pagine a pagamento, di cui il consumatore chiaramente non può tenere traccia.

Tre ha inoltre chiarito la posizione delle Società terze, il più delle volte colpevoli dell’attivazione dei servizi premium. Proprio per quanto attiene l’esercizio di queste società partner, Tre avrebbe preteso il potenziamento dei cosiddetti disclaimer, degli SMS di avviso precedenti e successivi la sottoscrizione dell’abbonamento. L’AGCOM avrebbe però appurato la mancanza o l’inadeguatezza di questi servizi di allerta: tutto ciò è stato inserito nelle motivazioni che hanno condotto l’Autorità a sanzionare Tre.

Se anche tu hai ricevuto delle bollette ingiustificate, non esitare a far valere i tuoi diritti: se desideri ricevere assistenza, compila il box presente su questa pagina (diversamente, clicca qui) oppure invia una mail a [email protected]: un nostro consulente sarà pronto a fornirti un aiuto immediato.