Nel precedente articolo vi abbiamo mostrato un video che ci svela la condotta scorretta di H3G. In questo articolo vi sveliamo ancora di più, perché le pratiche commerciali scorrette che il gestore cinese mette in atto non finiscono qua.

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L’operatore telefonico H3G (noto anche come 3ITA, 3ITALIA, Tre)  collabora con alcune società e insieme hanno architettato un nuovo modo su come fare cassa con servizi, spesso indesiderati, da far pagare a sovrapprezzo a chi usa Tre sul cellulare. Questi costi sono poi addebitati sulle nostre bollette o scalati dal credito della ricaricabile, con la dicitura Contenuti Portale 3, Contenuti Sotto Rete 3 o ancora Pagine Portale 3.

Navigazione che non consuma i tuoi giga bensì  i tuoi soldi

Tre e soltanto Tre ci fa pagare un sovrapprezzo semplicemente per navigare su alcuni siti internet piuttosto che altri. In parole semplici: esistono alcuni siti internet come repubblica.itansa.it, corrieredellasera.it e tanti altri, i quali possono essere normalmente visitati da qualsiasi dispositivo usando la connessione internet. Questi stessi siti, visitati da un cellulare con sim H3G costeranno 9€/Cent per ogni pagina visualizzata, anche se abbiamo internet incluso nella nostra offerta telefonica.

Facciamo un esempio pratico: ti trovi al bar con un tuo amico. Tu hai in mano il cellulare con la sim di Tre e il tuo amico ha Wind, Tim o Vodafone. Entrambi avete un piano tariffario che include traffico dati per navigare con il cellulare. Entrambi aprite sul vostro Smartphone uno di quei siti. Il tuo amico potrà guardare quella pagina navigando normalmente usando i MB inclusi nella sua offerta invece tu, con la SIM di 3, non consumi i tuoi MB ma ti troverai un addebito 9€/cent per ogni pagina che guardi. Quindi, se apri ansa.it ti saranno addebitati 9€/cent. Poi leggi una notizia e fai clic sull’articolo e paghi di nuovo 9€/cent, poi vai indietro sulla schermata iniziale e paghi di nuovo 9€/cent e via dicendo.

Potremmo anche riuscire a essere consapevoli che ogni società s’inventà nuovi servizi da vendere che vadano di pari passo con l’era moderna della tecnologia. Tuttavia è opportuno precisare, in questo caso, che la condotta di Tre risulta essere ufficialmente una pratica commerciale scorretta dal momento che viene resa a sovrapprezzo un’azione comune come quella della mera visualizzazione di siti internet, la quale è ampiamente conosciuta come un’azione che si può compiere semplicemente con un abbonamento internet senza pagare ulteriori costi aggiuntivi. Infatti, da ricerche sui social network ci accorgiamo che sono numerosi i nuovi clienti di Tre che sottoscrivono un piano telefonico con internet incluso, supponendo di poter navigare liberamente su qualsiasi sito internet senza incorrere in ulteriori costi, appunto perché sono consapevoli di avere internet incluso.

Numerose insidie – Zero tutela

Ad aggravare la questione vi è il fatto che non vengono offerti meccanismi di tutela adeguati e facilmente accessibili. Sono numerosi i clienti che sui Social Network scrivono a 3 chiedendo di poter bloccare a monte l’accesso dell’utenza a qualsiasi sito oneroso, al fine di prevenire qualsiasi costo aggiuntivo derivante dalla navigazione volontaria o involontaria. Sono innumerevoli le volte in cui i clienti chiedono che venga fornito un cosiddetto Paywall, ovvero una schermata di allerta che preveda la possibilità di accettare il costo e continuare la visualizzazione del sito oppure annullare l’operazione.  Finora soltanto il sito di repubblica.it ha introdotto quest’avviso, tutti gli altri siti fanno navigare tranquillamente il cliente mentre a sua insaputa viene addebitata ogni singola pagina che guarda. Su repubblica.it, invece, abbiamo constatato che l’avviso Paywall viene sì mostrato, ma con un algoritmo poco chiaro. A volte l’avviso c’è, a volte invece si apre la pagina senza avviso e paghiamo direttamente 9€/cent per averla guardata. Lo leggiamo anche in questi post. In questo tweet NON c’è stato il Paywall, in questo post C’È stato, in questo altro video NON c’è stato. Insomma, questo Paywall fa un po’ come gli pare.

A dimostrazione della veridicità dell’assenza di un servizio di blocco, abbiamo riportato l’immagine di due conversazioni in privato su Twitter tra l’assistenza clienti di  Tre e un cliente che, per l’appunto, chiedeva l’attivazione di un blocco selettivo della navigazione su siti a servizi a sovrapprezzo. Vedi 1° Conversazione  e 2° Conversazione.

Inoltre abbiamo appurato, come leggiamo nella conversazione del secondo cliente, che gli operatori che rispondono dal servizio clienti 3 hanno una spiccata dote nel confondersi tra gli addebiti derivanti da siti internet a pagamento (cosiddetti Contenuti Portale 3) e gli addebiti per servizi a sovrapprezzo in abbonamento (cosiddetti Premium SMS) confondendo così anche nella mente del cliente che ascolta la distinzione delle due tipologie di addebiti indesiderati. Sarà un’azione intenzionata?

Incaricare un avvocato costa tanto. Noi invece ti assistiamo gratuitamente.

Vuoi anche tu indietro tutti i tuoi soldi persi negli anni con il sito App&store da quando sei cliente della Tre? Possiamo darti l’assistenza della nostra Associazione Consumatori, che sarà totalmente gratuita. Riempi il box assistenza gratuita che trovi in alto a destra su questa pagina (oppure clicca qui) o invia una mail ad [email protected]: un nostro consulente ti fornirà l’assistenza di cui hai bisogno. Sul questa pagina Facebook potrai inoltre conoscere altri utenti che hanno il tuo stesso problema, confrontarti con loro, chiedere consigli e insieme trovare la voglia di attivarvi contro questa condotta ingiusta che il vostro operatore vi riserva.