Secondo una recente indagine del sito di comparazione delle tariffe telefoniche “facile.it”, circa un milione di italiani non pagano la bolletta telefonica. I rischi sono tanti, come vediamo in questo articolo.

Prima di analizzare in dettaglio i vari rischi è importante sapere questo: se ne può uscire. Se hai bisogno di una consulenza gratuita per districarti dai rischi del mancato pagamento, non esitare a contattarci, sapremo aiutarti! Tra l’altro, avevamo già affrontato in passato l’argomento sul nostro blog a proposito della lista nera per i cattivi pagatori.

Vediamo ora cosa comporta in concreto questa morosità. Ecco in dettaglio il dettaglio dei vari rischi:

1. Interessi di mora o penali

In caso di morosità,  tutti gli operatori prevedono nelle loro condizioni generali di contratto la possibilità di applicare interessi di mora o penali che scattano in caso di mancato pagamento alle scadenze indicate in fattura. Per Telecom – TIM sono:

  • 2% dell’importo indicato in Fattura e rimasto insoluto se il pagamento è effettuato dal 1° al 15° giorno solare successivo alla data di scadenza;
  • 4% dell’importo indicato in Fattura e rimasto insoluto per pagamenti dal 16° al 30° giorno successivo:
  • 6% dell’importo indicato in Fattura e rimasto insoluto per pagamenti dopo il 30° giorno solare dalla data di scadenza.

Purtroppo tali penali vanno pagate, a meno che l’utente non abbia contestato per iscritto la bolletta di cui la TIM pretende il pagamento.

In tal caso, l’utente può legittimamente pagare solo la parte non contestata, e avviare, all’occorrenza, un tentativo di conciliazione al Corecom della propria regione per definire la controversia relativa alla parte della bollette in contestazione.

2. Interruzione del servizio

In caso di ritardo nel pagamento le compagnie telefoniche hanno l’obbligo di inviarti un sollecito di pagamento all’intestatario del contratto. Se nonostante questo primo sollecito continuerai a non pagare, la TIM potrà intervenire direttamente sulla tua linea telefonica, limitando prima le chiamate in uscita fino alla totale interruzione del servizio telefonico. Questa soluzione però è un’azione estrema, che la legge subordina a un previo ultimo preavviso, di solito fatto con raccomandata A/R , circa l’interruzione del servizio. Tale prescrizione, tra l’altro, riguarda anche il distacco di utenze luce e gas.

3. Intervento delle società di recupero crediti

L’azione delle società di recupero crediti è forse l’effetto più spiacevole del mancato pagamento delle bollette soprattutto per i metodi adottati, spesso troppo aggressivi e invasivi della privacy degli utenti.

Anche contro queste azioni c’è rimedio.

La legge, infatti, prevede che l’utente possa sempre avviare tentativo obbligatorio di conciliazione tra le parti, che ha il potere di “congelare” la controversia, e quindi anche la conseguente azione di recupero crediti, fino alla definizione del conciliazione. Dunque fino a quel momento le attività delle società di recupero devono essere sospese, e possono essere, nel caso, subito denunciate alle Autorità giudiziarie.

4. Inserimento nella lista dei “Cattivi Pagatori”

Nel 2015 il Garante della Privacy ha autorizzato la lista dei “cattivi pagatori” ovvero il S.I.Mo.I.Tel., o “black list”.

Come funziona la “lista nera”? Quando un utente telefonico, in caso di mancato pagamento di alcune bollette e nonostante i solleciti dell’operatore, continuasse a non pagare quanto dovuto, può essere inserito dalla Compagnia Telefonica nella banca dati S.I.Mo.I.Tel. come “cattivo pagatore”.

Una voltà lì, la compagnia telefonica può rifiutarsi di stipulare un eventuale nuovo contratto che quell’utente dovesse chiedere.

Ad esempio, se Mario non paga le ultime bollette Tim e passa a Vodafone e poi dopo qualche mese volesse tornare a TIM, magari per approfittare di una vantaggiosa offerta del momento, la TIM può benissimo rifiutarsi di accettare la richiesta di Mario, finchè egli non saldi il debito pregresso.

Per ora, ogni azienda telefonica ha la sua lista nera dei cattivi pagatori, con la conseguenza che un cattivo pagatore per una compagnia potrebbe non esserlo per un altra. Per ora, perchè a breve le liste potrebbero essere unite proprio per ostacolare quei “cattivi pagatori seriali” che passano da un operatore all’altro con l’intezione di non pagare nessuno.

5. Avvio di una pratica giudiziaria di recupero crediti tramite decreto ingiuntivo

La compagnia telefonica, specialmente di fronte a cifre di una certa importanza potrebbe far emettere a tuo carico dal giudice un c.d. decreto ingiuntivo.

Questo provvedimento serve a segnalare nuovamente l’ammontare del debito maturato, il numero delle fatture non pagate e la data ultima entro il quale dovrai saldare il tuo debito, oppure opporti con una avvocato al decreto. Stavolta però la diretta conseguenza del mancato pagamento (o della mancata opposizione) sarà il pignoramento dei tuoi beni, che verrà disposto con apposita azione esecutiva.

Il procedimento di recupero tramite decreto ingiuntivo è complesso e molto costoso, sia per la stessa compagnia telefonica, che deve anticipare le spese legali, sia per l’utente che decida di opporsi (perchè in quel caso dovrà pagare il suo avvocato).

Per questo,  il decreto ingiuntivo viene adottato solo in caso di cifre particolarmente elevate.

6. Come difendersi.

Innanzitutto, la situazione che ha portato al mancato pagamento è dovuto, assai frequentemente, a un inadempimento della compagnia telefonica. Se questo è il tuo caso, allora la prima cosa da fare è scrivere una bella lettera di reclamo in cui si manifesta la propria argomentazione a contestazione della fattura in discussione.

In ogni caso ricorda che la fattura si compone spesso di varie voci distinte. Se la contestazione riguarda una parte di queste voci (ad esempio contesti alcuni servizi aggiuntivi che non hai mai chiesto) allora è legittimo non pagare la fattura, ma solo per la parte contestata. Per metterti al riparo da eventuali rappresaglie della compagnia telefonica, meglio pagare, al limite con bollettino, la parte della fattura non contestata e esperire il tentativo di conciliazione obbligatorio presso il Corecom della tua regione.

Consulenza Gratuita

Hai anche tu un problema con il tuo operatore telefonico (TIM, Vodafone, Fastweb, Wind, Tre) che ti ha portato a non pagare una o più bollette? Possiamo aiutarti! Compila il form qui in basso con i tuoi dati e un nostro operatore ti contatterà per una consulenza gratuita.